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A Vivaro (PN) la proposta di un canile Lagher

Il canile costa troppo, uccidiamo i cani dopo 1 anno! Incredibile proposta del comune di Vivaro (PN)

 In data 8 marzo, il giorno della Festa della Donna, è stato pubblicato su Il Gazzettino un articolo che ci lascia perplessi. La Giunta del Comune di Vivaro, un piccolo centro di 1300 abitanti nel mezzo del ricco Nord Est, in provincia di Pordenone, è balzato improvvisamente alla ribalta della cronaca nazionale con la proposta di sopprimere i cani dopo un anno di permanenza presso i propri canili. La ragione di questa incredibile decisione?  Ridurre i costi per l'Amministrazione Comunale.
In poche ore la notizia è rimbazata su centinaia di siti e blog in Rete, e sulle principali testate e radio nazionali.

Scelta anacronistica e controcorrente quella del piccolo comune friulano,  proprio nel momento in cui altre amministrazioni comunali, ben più sensibili e lungimiranti, hanno scelto di versare un contributo economico a chi, offrendo le dovute garanzie, si prende cura di un animale ospitato presso il proprio canile.

Dalle ultime notizie giunte in redazione sembra si tratti di 140 cani distribuiti in tre canili, per una spesa complessiva di sostentamento che dovrebbe aggirarsi sui diecimila euro/anno, una cifra non trascurabile per un comune di soli 1300 abitanti. Il Sindaco Ezio Cesaratto sembra essere contrario alla proposta, che è stata approvata con 9 voti su 11. La decisione del comune è in contrasto con la Legge 281/91 sulla tutela degli animali, per cui gli animali ospitati non potranno essere soppressi, ma le loro condizioni potrebbero peggiorare nel futuro fino a causarne la riduzione di numero.

Sono innumerevoli le associazioni ed i siti Internet che si sono attivati nella raccolta di firme da inviare al Sindaco, per indurlo ad un ripensamento, anche in considerazione che la delibera comunale non ha alcun valore, essendo in contrasto con la  Legge Nazionale 281/91. Tale legge stabilisce infatti che cani e gatti possano essere soppressi solo se gravemente malati o incurabili o in caso di comprovata pericolosità. La Giunta di Vivaro dovrà inoltre tenere ben presente come ai sensi dell’art. Art. 544-bis del Codice Penale: Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi.

Le notizie originali (Il Gazzettino)

  • E il pastore tedesco chiede asilo a Sappada di Albedo
    Che un comune che si chiama Vivaro (dx Tagliamento) chieda alla Regione di poter assassinare i cani che per almeno un anno stazionano nei canili senza prospettive di affidamento, ci fa accapponare la pelle. Che farà Mereto di Tomba? Li ammazzerà subito e si dedicherà con la stessa solerzia anche ai pensionati non produttivi, ai single disoccupati? Mi pare che i cani siano bestie poco intelligenti: come si fa, con queste premesse, ad essere i migliori amici degli uomini? Roba da denunciarli per favoreggiamento.Alcuni pastori tedeschi di Vivaro hanno chiesto asilo politico a Sappada, dato che è isola linguistica, ma c'è il problema che non riescono a trovare padroni nella località turistica comelicana, demograficamente sempre più in rosso: infatti slitte piene zeppe di sfollati sappadini semiassiderati stanno arrivando - via Volaja - a Collina, Sigilletto, Forni Avoltri, dove i centri di accoglienza straboccano ormai di poveracci che del Veneto non vogliono più saperne. Il passo Siera, che mette in comunicazione Cima Sappada con la val Pesarina è stato chiuso (c'era da aspettarselo, con quel nome), per frenare l'esodo. Si spera nel referendum di domani perché si arresti l'esodo: se vinceranno i secessionisti che vogliono Sappada in Friuli, l'emorragia di disperati sulle slitte cesserà, altrimenti sarà il caos. Già il comitato promotore della consultazione, temendo la sconfitta, ha contattato il comune di Vivaro per avere un centinaio di cani con cui trascinare le slitte dei profughi: sarebbe la salvezza degli animali, che con un regolare contratto di lavoro sfuggirebbero al massacro; per questo una spinta all'esodo è stata esercitata da Gabriella Paruzzi e Manuela Di Centa, che sui loro velocissimi sci hanno raggiunto passo Siera e le sorgenti del Piave (a proposito, ha mormorato per l'ennesima volta in direzione xenofoba). Sono candidate per due schieramenti antitetici, ma la questione sappadina è trasversale, le trova d'accordo. Noi continuiamo a rabbrividire: la candidatura di queste due campionesse vuol dire che la politica friulana ha toccato il fondo. (Il Gazzettino 08.03.2008)

 

  • AL CONVEGNO SUI DIRITTI DEGLI ANIMALI LA "QUESTIONE" VIVARO
    La Lega per l'Abolizione della Caccia - Sezione Friuli Venezia Giulia e Forum Editrice propongono un incontro con Sabrina Tonutti, autrice del libro "Diritti Animali. Storia e antropologia di un movimento", in programma oggi, alle 16, all'ex convento di San Francesco di piazza della Motta, a Pordenone. Nel corso dell'incontro verranno letti alcuni passi di "Liberazione animale", di Peter Singer e "Gabbie Vuote" e de la "Questione dei diritti animali", di Tom Regan. Sabrina Tonutti ha ricostruito, per la prima volta in Italia, la storia del movimento per i diritti degli animali, ripercorrendone la diffusione in ambito europeo ed italiano, a partire dalla genesi, nell'Inghilterra di inizio Ottocento. Nel ripercorrere l'evoluzione del movimento, l'autrice ha incontrato personaggi storici come Giuseppe Garibaldi, Ghandi, letterati come Victor Hugo ed Emile Zola, Tolstoj e Thoreau, figure della statura di Aldo Capitini, i filosofi padri dell'animalismo, come Tom Regan e Peter Singer, ma soprattutto tantissimi comuni attivisti, dai quali ha tratto i diversi aspetti del movimento per i diritti animali. Sabrina Tonutti offre, quindi, le risposte a molte domande, tra le quali: cosa significa animalismo? Qual è la distinzione tra animalismo e ambientalismo? Si sofferma, inoltre, sulle tipologie di animalismo, non mancando di spiegare il rapporto tra animalismo e vegetarismo. Sabrina Tonutti è dottore di ricerca in antropologia culturale all'Università di Udine. Si occupa di nuovi movimenti sociali e di zooantropologia e si interessa, in particolare, all'analisi del rapporto uomo-animale: dallo studio di alcune tipologie - come il fenomeno dei pet, degli animali d'allevamento, degli animali "magici" e "terapeutici" - fino a riflessioni antropologiche ed epistemologiche sui concetti di natura e cultura. A margine della conferenza, aperta a tutti, assieme a tutti i partecipanti all'incontro e con i rappresentanti delle altre associazioni animaliste, si dibatterà relativamente all'incresciosa istanza avanzata dal Comune di Vivaro di procedere alla soppressione dei cani randagi, al fine di organizzare una vigorosa protesta. (Il Gazzettino 08.03.2008)

 Il comune di Vivaro (PN)

Notizie correlate:

La nostra proposta: adottiamo o cerchiamo di far odottare un cane ospitato presso il canile, diamo un messaggio di civiltà all'Amministrazione Comunale di Vivaro.

La presa di posizione della LAV 

Al di là delle notizie anche fuorvianti diffuse talvolta dagli organi di stampa, la LAV ha protestato pubblicamente appena avuta notizia dell’ordine del giorno approvato dal Comune di Vivaro e, immediatamente dopo averne ricevuta copia, ha diffuso il seguente comunicato stampa:

VIVARO: ORDINE DEL GIORNO PER RIPRISTINARE L’ABBATTIMENTO DEI CANI DOPO 12 MESI DI PERMANENZA IN CANILE

La LAV ammonisce il consiglio comunale: e’ un provvedimento inutile. Contatteremo il nuovo Consiglio e la nuova Giunta Regionale affinché non prendano in considerazione la proposta.

Nei giorni scorsi il Consiglio comunale del Comune di Vivaro ha approvato con ben 9 voti favorevoli su 11 un ordine del giorno con il quale chiede la modifica degli articoli n. 8 e n.9 della Legge Regionale n. 39 del 1990 “Norme a tutela degli animali domestici per il controllo e la prevenzione del fenomeno del randagismo” finalizzata a introdurre la soppressione per i cani detenuti in canile da 12 mesi senza che .sia stato possibile trovare loro una nuova famiglia.

Questo ordine del giorno è eticamente non accettabile e in palese violazione della normativa nazionale ed Europea. La legge 281/91 stabilisce come cani e gatti possano essere soppressi solo se gravemente malati o incurabili o in caso di comprovata pericolosità. Inoltre occorre tenere ben presente come ai sensi dell’art. Art. 544-bis. Del Codice Penale - (Uccisione di animali). - Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi.

L’ordine del giorno approvato dal Consiglio Comunale di Vivaro è inutile, perché anche ammettendo che la Regione modifichi la legge Regionale n. 39/90, e noi ci impegneremo perché ciò non avvenga, se non verranno modificati la legge 281/91 e l’articolo 544-bis del Codice il ripristino da parte di una Regione dell’abbattimento dei cani ospiti dei canili è del tutto illegittimo. Questa proposta è anacronistica e pone l’accento su un conflitto tra le spese sociali e quelle per gli animali che invece deve essere superato.

Se Vivaro rappresenta un caso limite tra la popolazione residente e il numero dei cani abbandonati chiediamo ad esempio all’amministrazione quante campagne di adozione sono state intraprese dal 1991, data di entrata in vigore della legge 281, a oggi? Quanti controlli sono effettuati sull’obbligo del microchip? E ancora quanti interventi di sterilizzazione sono stati eseguiti in ottemperanza alla Legge Finanziaria 2007 e quali piani sono stati predisposti ed attuati ai sensi della legge Finanziaria 2008 che stabilisce come i comuni, singoli o associati, e le comunità montane debbano prioritariamente attuare piani di controllo delle nascite attraverso la sterilizzazione, piani che si devono aggiungere a quelli analoghi predisposti da ogni Servizio veterinario Asl ciascuno dei quali finanziato con proprie risorse?

Ci rivolgiamo anche ai cittadini di Vivaro e dell’intera Regione per chiedere loro che cosa ne pensino di questa proposta di punire con la pena capitale cani la cui colpa è quella di essere stati abbandonati da persone che con la loro condotta oltre a causare tanta sofferenza agli animali determinano una spesa pubblica a carico di tutta la collettività? Non è nei loro confronti che si dovrebbe agire denunciando gli abbandoni? Non sarebbe una buona norma quella di imporre a tutti i possessori di cani la denuncia delle cucciolate?

La risposta civile e legale contro l’abbandono procede su un binario diverso da quello proposto dal comune di Vivaro. Solo grazie campagne a favore della sterilizzazione, anagrafe canina efficiente e promozione delle adozioni è possibile contrastare il randagismo e abbattere i costi sostenuti dai comuni. Un’ingiustificata ecatombe che non porrà certo fine al problema perché in assenza di un programma serio contro l’abbandono e la responsabilizzazione delle persone che possiedono un animale altri cani continueranno a nascere e affolleranno i canili.

Chi desidera esprimere la sua disapprovazione contro questo ordine del giorno, può farlo scrivendo ai consiglieri comunali di Vivaro indirizzando la lettera al Presidente del Consiglio stesso:

Presidente del Consiglio Comunale di Vivaro
Piazza Umberto I°, 4 - 33099
Fax 0427 97510
e-mail:
protocollo@com-vivaro.regione.fvg.it




Da tonussi, Lunedì, 10 Marzo 2008 12:33, Commenti(1)
Commenti
Stella
08 Ott 2008
Dovrebbero essere pubblicati i visi da diavoli travestiti da persone per bene, di tutti coloro che fanno parte della giunta del Comune di Vivaro, affinchè sia più facile riconoscerli nel momento in cui possano essere avvistati o incontrati, per rendere più semplice sputare loro in faccia dopo aver fatto capire quanto il loro cuore sia ariso e senza speranza alcuna....Sappiano anche che se aventi famiglia con figli, non dovrebbero nemmeno presentersi più al copsetto di questi ultimi, perchè chi non ama i cani( gli animali in genere), non ama nemmeno i bambini....sempre di cuccioli si parla....Che gente di poca cultura e sensibilità....Questa è la vera IGNORANZA, offensiva per il genere umano, qaunto le guerre, le persecuzioni e le varie forme di tortura...COME QUESTO STERMINIO INUTILE.Maria Stella Bladucci.


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